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lunedì 1 dicembre 2014

I musulmani del Piemonte in piazza: "Siamo italiani, non terroristi"


I musulmani del Piemonte prendono le distanze dall'estremismo e dalla deriva violenta dei gruppi che combattono nel nome della fede islamica. Lo hanno fatto con una manifestazione in piazza Vittorio a Torino, con vari interventi e lettura del Corano. 

"Diciamo no all'Isis, ma soprattutto diciamo che l'Islam è un'altra cosa" spiega Mustapha Hajraoui, presidente della Federazione islamica piemontese, di fronte al capannello di qualche decina di persone, rappresentanti delle quasi 50 sale di preghiera del Piemonte che, nonostante la pioggia, si sono radunate in piazza. Dopo il Corano, risuona l'inno di Mameli e davanti al palco compaiono due bandiere italiane. "Noi siamo cittadini dell'Italia, i nostri figli sono nati qui e a loro noi insegniamo cos'è l'Islam. Vogliamo far sapere anche ai torinesi di cosa stiamo parlando", prosegue Hajraoui, di origine marocchina ma cittadino italiano da 10 anni. "Vogliamo essere tutti uniti contro le becere violazioni dei diritti fondamentali dell'uomo perpetrati in nome della fede da gruppi estremisti" aggiunge il segretario nazionale della confederazione islamica Zidane El Amrani. "Io non voglio difendermi per una cosa di cui non sono responsabile. L'Islam non  è terrorismo", dice Amid Zariate, medico di Biella. La comunità islamica che vive sul territorio subisce come il resto del mondo il clima creato dal terrorismo e in più si sente danneggiata da un'immagine distorta dell'Islam. "Portare il velo non mi rende pericolosa -  spiega Ghoufran, 17 anni, di Rivarolo  - ma il terrorismo ha fatto in modo che una persona col velo o con i tratti somatici arabi sia guardata con sospetto".

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