Saldo migratorio con l’estero resta positivo ma in diminuzione e l’Istat spiega che «Dal 2007 a oggi il saldo migratorio positivo con l’estero ha più che compensato il saldo naturale negativo (nascite meno decessi), contribuendo in modo esclusivo alla crescita della popolazione, anche se in misura via via decrescente. Il continuo, benché calante, ingresso di immigrati ha peraltro comportato un progressivo aumento della popolazione straniera residente che, al 31 dicembre 2013, conta oltre 4 milioni 900 mila individui e rappresenta il 7,7% della popolazione totale».
Ma l’immigrazione non è in crescita, è in calo: si è passati dai 527.000 migranti del 2007 ai 307.000 nel 2013, ben il 41,7%. In meno. «Nello stesso periodo – dice l’Istat – le emigrazioni sono più che raddoppiate, passando da 51 mila a 126 mila. In confronto al 2012 le iscrizioni dall’estero si riducono del 12,3% mentre le emigrazioni per l’estero aumentano del 18,4%. Il saldo migratorio netto con l’estero, pari a +182 mila, registra il valore più basso dal 2007».
Nel 2013 si è registrata una riduzione dell’immigrazione straniera: meno 42.000 e -13,2%, rispetto al 2012 e il calo maggiore è tra i rumeni, che sono passati da 82.000 immigrati nel 2012 ai 58.000 del 2013 con un -29%. Se ne vanno dal nostro Paese anche i cittadini dell’Ecuador (-37%), della Costa d’Avorio (-34%), della Macedonia (-26%) e della Polonia (-24%).
Invece non è stato mai così alto negli ultimi 10 anni il numero di emigrati italiani: «Circa 44 mila emigrazioni, sulle complessive 125 mila registrate nel 2013, riguardano cittadini stranieri. Il numero di cittadini stranieri che lasciano l’Italia è in aumento rispetto all’anno precedente (+14,2%)

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