IADANA (Salina) — Ucciso dalle esalazioni di gpl della cucina a gas a soli diciott’anni. Yassin Messaf, di origine marocchina, aveva festeggiato la maggiore età sabato 13 dicemebre ma i suoi sogni giovanili si sono infranti il giorno dopo, domenica, nella cascina in località Battelle dove viveva con il padre. Una tragedia che ha gettato nel dolore, oltre al papà , la mamma e i quattro fratelli del ragazzo che vivono in Marocco. Esterrefatti anche i suoi compagni di scuola dell’Istituto San Giovanni Bosco di Viadana.
È un conoscente del padre del ragazzo, con cui l’uomo si è confidato, a stilare il resoconto di una terribile domenica mattina. Yassin e il genitore si sono svegliati presto nella cascina isolata in mezzo alla campagna: devono badare agli animali da cortile e hanno in mente di macellare alcune galline. L’uomo mette una grande pentola d’acque sulla cucina a gas e lascia al figlio il compito di badare al fuoco, mentre lui si assenta per recarsi al mercato di Campitello.
Da questo momento è difficile ricostruire l’accaduto. Forse il giovane si addormenta sul divano e non si accorge che l’acqua, bollendo, fuoriesce e finisce per spegnere la fiamma. Il gas comincia così a uscire, riempiendo la stanza e il ragazzo passa dalla vita alla morte senza accorgersi di nulla. Quando il padre torna dal mercato trova il figlio inerme e chiama i soccorsi. Arrivano l’ambulanza della Croce verde e i carabinieri della stazione di Viadana: agli operatori sanitari non resta che constatare la morte del ragazzo. La salma viene trasportata all’ospedale Oglio Po dall’impresa funebre Roffia, in attesa dell’eventuale autopsia e del nulla osta del magistrato per la sepoltura. Nella cucina della cascina i carabinieri eseguono i rilievi di legge e non escludono che il giovane possa aver commesso un gesto estremo e disperato, ma testimoni dell’accaduto non ce ne sono.

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